Archivio mensile: gennaio 2017

E si pota….

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Eccomi qua, sono sempre Lizzy, e’a me che Elisabetta ha affidato il compito del racconto, quindi…..

In questo periodo dell’anno Elisabetta è impegnata nella potatura invernale. A differenza di quello che succedeva in passato già a fine ottobre si è ritrova con la forbice in mano, la nebbia intorno e il naso gelato.

La teoria vorrebbe che l’inizio di tale operazione non avvenga prima della metà di gennaio, ma, visti i cambiamenti climatici, si corre il rischio di uscire dalla dormienza in anticipo e non riuscire a concludere prima del risveglio vegetativo.

Ma perchè si pota le ho chiesto?

La risposta è arrivata puntuale e senza entrare in particolari da ‘Manuale del perfetto viticultore’, ve la riassumo così:

Principalmente si pota per due motivi.

Il primo è mantenere la forma di allevamento impostata (Guyot, Cordone Speronato, ecc.), la vite è una liana, se la si lascia libera, va;

Il secondo, conseguenza del primo, è controllare il carico di gemme sulla pianta andando così ad incidere sulla qualità e la quantità del raccolto, più quantià-meno qualità!

In questo momento Elisabetta sta potando il Pinot Grigio allevato a Cordone Speronato (di fatto, dopo gli ultimi estirpi, tutte le varietà sono allevate a Cordone).

cordonesperonato

In questo disegno puramente indicativo, come ama sottolineare lei ridendo, si può vedere il prima e dopo passaggio della forbice.

Nella realtà la cosa è questa

vitepotatamod

Meno perfetto direi, ma è alla perfezione che bisogna tendere 🙂

Altro aspetto interessante sono le forbici che usa, almeno interessanti per me, che di queste cose capisco poco, ma infondo io devo solo raccontare, non potare.

Allora, per tornare alle forbici, da quest’anno, al classico forbicione si è aggiunto anche quello elettrico!

forbicione-manu

forbicione-ele

In pratica, li usa alternati, dove non riesce uno, arriva l’altro. La cosa fondamentale in entrambi i casi è che il taglio sia netto per permettere una cicatrizzazione più veloce.

A proposito di cicatrizzazione

A questo argomento si lega in maniera indissolubile la ‘filosofia di potatura’ che si utilizza, perchè il tipo di taglio può essere più o meno invasivo a seconda che si pratichi su legno di uno, due, tre o più anni.

Non sempre seguire la tradizione porta buoni frutti e su questo argomento è cosa buona e giusta seguire gli insegnamenti di Simonit&Sirch.

Andate a vedere, merita e come mi dice sempre Eli: ‘Con calma ci arriveremo!’

Per Elisabetta è scontato che dietro ogni taglio ci sia un preciso ragionamento, una sorta di dialogo con la pianta, empatia la definisco io che la osservo dall’esterno incoraggiare le viti dopo ogni taglio.

Spesso penso che le manchi qualche venerdì, ma se dopo anni ha deciso di tornare a potare rinunciando all’aiuto di quella che reputa manodopera per nulla specializzata, tanto pazza forse non è.

La potatura durerà fino a fine febbraio, avrò modo di raccontarvi altro, magari di giornate di sole a potare sulla neve 🙂

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