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E si pota….

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Eccomi qua, sono sempre Lizzy, e’a me che Elisabetta ha affidato il compito del racconto, quindi…..

In questo periodo dell’anno Elisabetta è impegnata nella potatura invernale. A differenza di quello che succedeva in passato già a fine ottobre si è ritrova con la forbice in mano, la nebbia intorno e il naso gelato.

La teoria vorrebbe che l’inizio di tale operazione non avvenga prima della metà di gennaio, ma, visti i cambiamenti climatici, si corre il rischio di uscire dalla dormienza in anticipo e non riuscire a concludere prima del risveglio vegetativo.

Ma perchè si pota le ho chiesto?

La risposta è arrivata puntuale e senza entrare in particolari da ‘Manuale del perfetto viticultore’, ve la riassumo così:

Principalmente si pota per due motivi.

Il primo è mantenere la forma di allevamento impostata (Guyot, Cordone Speronato, ecc.), la vite è una liana, se la si lascia libera, va;

Il secondo, conseguenza del primo, è controllare il carico di gemme sulla pianta andando così ad incidere sulla qualità e la quantità del raccolto, più quantià-meno qualità!

In questo momento Elisabetta sta potando il Pinot Grigio allevato a Cordone Speronato (di fatto, dopo gli ultimi estirpi, tutte le varietà sono allevate a Cordone).

cordonesperonato

In questo disegno puramente indicativo, come ama sottolineare lei ridendo, si può vedere il prima e dopo passaggio della forbice.

Nella realtà la cosa è questa

vitepotatamod

Meno perfetto direi, ma è alla perfezione che bisogna tendere 🙂

Altro aspetto interessante sono le forbici che usa, almeno interessanti per me, che di queste cose capisco poco, ma infondo io devo solo raccontare, non potare.

Allora, per tornare alle forbici, da quest’anno, al classico forbicione si è aggiunto anche quello elettrico!

forbicione-manu

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In pratica, li usa alternati, dove non riesce uno, arriva l’altro. La cosa fondamentale in entrambi i casi è che il taglio sia netto per permettere una cicatrizzazione più veloce.

A proposito di cicatrizzazione

A questo argomento si lega in maniera indissolubile la ‘filosofia di potatura’ che si utilizza, perchè il tipo di taglio può essere più o meno invasivo a seconda che si pratichi su legno di uno, due, tre o più anni.

Non sempre seguire la tradizione porta buoni frutti e su questo argomento è cosa buona e giusta seguire gli insegnamenti di Simonit&Sirch.

Andate a vedere, merita e come mi dice sempre Eli: ‘Con calma ci arriveremo!’

Per Elisabetta è scontato che dietro ogni taglio ci sia un preciso ragionamento, una sorta di dialogo con la pianta, empatia la definisco io che la osservo dall’esterno incoraggiare le viti dopo ogni taglio.

Spesso penso che le manchi qualche venerdì, ma se dopo anni ha deciso di tornare a potare rinunciando all’aiuto di quella che reputa manodopera per nulla specializzata, tanto pazza forse non è.

La potatura durerà fino a fine febbraio, avrò modo di raccontarvi altro, magari di giornate di sole a potare sulla neve 🙂

Curiosità delle Feste Natalizie in Oltrepò Pavese

L’antivigilia di Natale si avvicina e oggi come ai tempi della nonna di Elisabetta in Oltrepò  è la ‘Sera delle Sette Cene’, la ‘Sìrә di sèt sén’, abbuffata rigorosamente ‘di magro’ che precede, o meglio precedeva, il digiuno della Vigilia.
Ecco le sette portate:
1. Insalata di barbabietole, peperoni e acciughe (insalata
ad bidràv, puvròn e inciùg).
2. Torta di zucca (turta d’suca).
3. Cipolle ripiene (sigùl cul pien).
4. Fasce del Bambino con agliata (fas da Bambén cun
l’aja).
5. Merluzzo con l’uvetta (marlus cun l’uveta).
6. Formaggetta con mostarda ( furmàg cun la mustarda).
7. Pere ghiacciolo cotte con le castagne (per giasò cot cun i
castégn)
L’evento in passato riuniva in sé una particolare commistione di folklore, simbolismo e religiosità: il numero sette richiamava le virtù, i peccati capitali, i Sacramenti, i giorni della settimana e le ore invernali di luce nel periodo del solstizio d’inverno che già i Romani celebravano con i Saturnali.
Di seguito Frank (il nostro cuoco dell’AgriRistorante) vi propone tre dei sette piatti secondo quella che era la ricetta della nonna di Elisabetta.
Buon divertimento e buona antivigilia.

Restyling per festeggiare i due anni

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Ciao,

io sono Lizzy e da oggi ti guiderò attraverso le pagine del Blog.

Ti racconterò tutto quello che succede nel mondo di Mezzaluna in quella che viene definita ‘annata agraria’ che contrariamente all’anno solare inizia e si conclude l’undici di Novembre, il giorno di San Martino.

Per iniziare posto il video del restyling dell’agriristorante per festeggiare i due anni di attività.

BUONA VISIONE!!

La cena della Vigilia tra religiosità e tradizione

CENA DELLE SETTE PORTATE

Questa cena, tipica della vigilia di Natale, è legata ad antiche tradizioni dell’Oltrepò e mescola gastronomia, religiosità e ritualità della tradizione: sette infatti sono le portate che compongono il menù, come i peccati capitali, i giorni della creazione e le ore di luce in inverno.

La cena riprende anche l’antico rito dei saturnali, che festeggiavano la fine della fase discendente del sole sull’orizzonte e l’inizio di quella ascendente, culminante con il solstizio d’estate.

Menù
Insâlàtâ âd bidràv, püvrón e inciùd – Insalata di barbabietole, peperoni e acciughe
Turtâ d’sücâ – Torta di zucca
Sigùl cul pen – Cipolle ripiene
Fas dâ Bâmbén cun l’âjà – Fasce del Bambino con l’agliata
Mârlüs cun l’üvâtâ – Merluzzo con l’uvetta
Furmâgiâtâ cun mustàrdâ – Formaggetta con mostarda
Per giâsö cöt cun i câstégn – Pere ghiacciolo cotte con le castagne

Ogni piatto o ingrediente esprime un immenso potere , carico di magia e di significato.

La torta di zucca con il suo colore rappresenta il sole ed è ricca di energia e capace di nutrire anche l’anima.
L’aglio e la cipolla hanno lo scopo di allontanare gli spiriti malefici, sono presenti nell’insalata di barbabietole e peperoni, nelle cipolle ripiene e nel sugo dell’âjà (agliata) che usato per condire le tagliatelle, tagliate larghe per poterle chiamare “fasce del Bambino Gesù’”.
Le noci, ingredienti di base del sugo, indicano prosperità e fecondità, mentre l’uvetta, presente nel merluzzo,è simbolo di abbondanza.

Immagina…..

Immagina un 1° Agosto di pioggia e nebbia. Immagina tagliatelle con sugo di lepre, polenta e brasato e tagliata rucola e grana. Sabato sera a cena da noi qualcuno ha smesso di immaginare.

1agosto nebbia collage